Mostra nella Galleria Hoy en el Arte. Buenos Aires, giugno 2013.
Di Alfredo Cernadas

Giornale Buenos Aires Herald Graciela Ieger si è sentita attratta dal volto della città sin quando era una bambina quando, per pura curiosità, mitragliava suo padre con domande circa le strade e i palazzi. L’arte è divenuta uno degli aspetti più importanti della sua vita, ma le strade si sono mantenute sempre come una fonte, inestinguibile di interesse quando si è convertita in artista. Il paesaggio urbano, si è convertito nel suo tema favorito, nel quale si distingue. Anche quando include gente, sono parte indissolubile della giungla di cemento. Ieger sceglie le parti visivamente meno piacevoli del conglomerato urbano. Palazzi abbandonati, scenari aridi, alberi poco attraenti, non sono precisamente immagini da cartolina. Però il suo calore umano converte queste scene urbane vuote e desolanti in paesaggi urbani affascinanti. L’attività umana solo viene suggerita in alcuni quadri nei quali include qualche veicolo o si riesce a vedere una persona solitaria che cammina. Quello che fa diventare così attraenti queste scene è che l’artista ha un’anima da poetessa, che con un tocco magico converte questi deserti urbani in affascinanti mondi, solitari e cambianti. Ma non è solo anima poetica dell’artista quello che li converte in oggetti di bellezza e spiritualità. Ieger ha due potenti armi: lei è un’amante della prospettiva, e ha una maestria incomparabile con la luce, capace di creare delicati stati d’anima, veramente magici. E con una tavolozza limitata e discreta che le permette di raggiungere in un traguardo, o nell’alba, fantastici effetti visivi degni di un maestro Fiammingo del secolo XVI.